Calcata è un comune in provincia di Viterbo, e dista dal capoluogo circa 45 km.
A pochi chilometri da Roma, la cittadina di Calcata, arroccata sopra una montagna di tufo, domina la verde valle del fiume Treja.Calcata è un piccolo comune che
è riuscito a conservare intatti i suoi patrimoni
storico e
naturale.
La realtà culturale si è invece ulteriormente arricchita quando, dalla
fine degli anni '70, agli originari abitanti del Centro Storico sono
subentrati gli attuali.
Proveniendo da tutta l'Italia e da tutto il mondo,
attratti dalla natura e dai saperi dei vecchi abitanti, che con
quella natura erano vissuti in equilibrio fino a pochi anni prima,
i nuovi hanno dato vita, nel Centro Storico e fuori, a decine
di iniziative contribuendo così a dare nuovo impulso al paese.
Il borgo, da molti archeologi considerato uno
degli esempi più significativi di piccoli abitati fortificati medievali
oggi esistenti in Italia, sorge su una formazione tufacea che risale
all'ultima grande eruzione vulcanica dell'apparato vicano che produsse
il tufo rosso a scorie nere.
Calcata vive una notorietà che la rende più un borgo vivace ed attraente. Sulla piazza, nelle sue stradine tortuose, che all'improvviso svelano panorami mozzafiato, nascoste sotto archi ricoperti d'edera, le attività più curiose, tipiche, artistiche trovano la loro naturale collocazione: restauro mobili, artigianato del cuoio, della ceramica, del vetro, studi d'arte, creazione di monili, associazioni culturali dove ascoltare musica, gustare dolci genuini o leggere libri. In un mondo quasi fuori dal tempo la vita ferve ed il visitatore può apprezzare offerte culturali di qualità, rivivere il folclore del passato o immergersi nei ritmi veloci del moderno, scoprire la tranquillità di un ambiente incontaminato e suggestivo, gustare il sapore genuino dei prodotti tipici: olio, vino, nocciole, tozzetti.
Il finesettimana:
Ad
ogni fine settimana il borgo medievale, ai numerosi ospiti, offre nuove
iniziative culturali, come convegni, concerti, spettacoli teatrali, o
momenti più frivoli e moderni, come la lunga notte di Halloween, od
ancora i particolari mercatini dedicati allo shopping più strano e
creativo.
Il fascino di Calcata si scopre nelle sue vetuste pietre e
nei selciati consumati, nelle aspre e verdeggianti forre tufacee che la
circondano, negli scenari selvaggi e di irripetibile bellezza delle
numerose cateratte a cascate che si riversano nel fiume Treja, il cui
percorso si snoda lungo le strette gole del fondovalle.
Natura e Storia:
Nella Valle del Treja, seguendo misteriosi e
spettacolari percorsi, ancora è possibile ammirare i resti di numerose
tombe, delle vie di comunicazione, dei cunicoli costruiti a scopo
idraulico e delle fortificazioni erette a difesa dell’antica città
falisca di Narce.
Ai piedi dell’altura di Monte Li Santi, a pochi
metri dalla sponda destra del Treja, sono visibili i resti di un
edificio monumentale adibito forse al culto della fertilità femminile.
Si
tramanda che nel 1572, durante il Sacco di Roma, un Lanzichenecco
trafugò da San Giovanni in Laterano una “Sacra Reliquia di Cristo”.
Solo nel 1557 la reliquia fu ritrovata a Calcata e da quel momento si
verificarono numerosi miracoli, s
empre di origine meteorologica, come
l’addensarsi di furiosi temporali, ogni volta che subiva la minaccia di
una trasferimento. Calcata diventò meta di una lunga serie di
pellegrinaggi per andare a venerare la reliquia, che però negli anni
’80, dopo essere stata custodita e protetta per un tempo cosi lungo,
sparì in circostanze misteriose tra la viva contestazione dei vecchi
paesani.
Il Parco occupa complessivamente 1000 ha, di cui 500 coperti da boschi, e prende il nome dall’omonimo fiume che lo percorre.
Il
paesaggio è suggestivo e selvaggio, dominato dallo scenario di rocce
tufacee che sprofondano nella selva. La boscaglia esuberante è un
intre
ccio di cerri, ligustri, aceri, carpini, noccioli, mentre la
sommità delle pareti verticali di tufo è ornata da una continua cornice
di lecci. La vegetazione arborea ed arbustiva delle “ripe” disegna
gallerie di pioppi, salici, ontani, cornioli, olmi e sanguinelli. In
primavera il sottobosco si orna di splendide ed eleganti specie di
orchidee. Nel bosco non risuona solo la voce del Treja, ma echeggiano
le voci dei suoi abitanti: talpe, topi selvatici, volpi, faine,
martore, puzzole, donnole, il gatto selvatico, il tasso, l’istrice ed i
vigorosi cinghiali.
Padroni del cielo i rapaci diurni e notturni:
nibbio bruno, poiana, gheppi, sparviero, l’allocco, il lanario, il
gufo, la civetta, il barbagianni.
Nel sottobosco si nascondono il
timido usignolo, lo scricciolo e il merlo, mentre cince, cuculo,
ghiandaia e rigolo preferiscono le chiome degli alberi.
Chi ama una
natura ancora incontaminata e selvaggia può immergersi ne Parco
Regionale Valle del Treja ed attraverso i numerosi sentieri (circa 20)
andare alla scoperta dell’antico mondo dei Falisci, in uno scenario
così ricco di vegetazione, che ad ogni passo incanta per le sue varietà
e per i suoi colori.
Luoghi d'interesse:
Di notevole interesse è la città vecchia di Calcata, che si erge su di uno sperone tufaceo sopra la valle del Treja; al borgo si accede dall'unica porta che si apre sulle mura.
La Chiesa del SS. Nome di Gesù si trova nel paese vecchio. La sua struttura orginaria risale al XIV secolo ma è stata ristrutturata nel 1793
per volere della famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da
un'unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati una fonte
battesimale e un'acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro.
Dietro l'altare è presente una serie di pitture che rappresentano
storie del Cristo.
Dal paese si può accedere a diversi percorsi naturalistici, percorribili a piedi o a cavallo, che attraversano il Parco regionale Valle del Treja.
Vicino a Calcata si trovano i resti del tempio falisco di Monte Li Santi.
Contenuti estrapolati dalle pagine web: Wikipedia.org - Comune di Calcata - Flickr
Visualizzazione ingrandita della mappa




Condividi
Scoprite le più belle piazze e strade di Roma!