Fumone è un comune di 2.242 abitanti della provincia di Frosinone, noto per essere stato luogo di prigionia per papa Celestino V dopo la rinuncia di questi al pontificato.
Il centro storico è posto su un colle dalla caratteristica forma di cono, visibile anche da notevole distanza, e dal quale si può ammirare un panorama che va dalle porte di Roma al corso del Liri e, in giornate di cielo particolarmente terso, è possibile scorgere persino un'eventuale eruzione del Vesuvio. Ciò si deve alla collocazione del colle, di per sé elevato[1], in posizione isolata tra la valle del Sacco e la conca compresa tra Fiuggi e Alatri. Il territorio comunale, non molto esteso, appare dominato dall'alto rilievo su cui sorge il centro abitato, ed è quasi interamente montuoso.
Secondo la leggenda le origini di Fumone risalirebbero ai tempi di Tarquinio il Superbo (V secolo a.C.) che vi si sarebbe rifugiato dopo essere stato cacciato da Roma.
La più grande attrattiva di Fumone è sicuramente il
Castello, risalente a molti secoli prima del medioevo, periodo in cui
assunse le caratteristiche attuali che preserva intatte. Il Castello di
Fumone, oltre ad essere ammirato per la sua bellezza, è circondato da
un'aura di mistero, legata soprattutto alla vita dei Papi che vi sono
transitati e vi hanno risieduto, volenti o nolenti. La storia più
conosciuta è quella di Papa Pietro del Morrone, noto ai più come
Celestino V, che fu detenuto in una piccolissima cella del castello e
vi morì dopo lunga prigionia. La storia di questo Papa risale alla
morte di Nicolò IV, avvenuta il 4 aprile 1292, quando, per l'elezione
del nuovo pontefice il Conclave era rimasto a lun
go bloccato sui nomi
dei Cardinali delle famiglie dominanti a Roma, i Colonna e gli Orsini.
Tutte queste storie e leggende fanno del Castello di Fumone
un luogo incantato, sospeso nel tempo, dove poter passeggiare ammirando
la rocca intatta, visitando il Castello tenuto in ottime condizioni
dalla Famiglia dei Marchesi Longhi De Paolis e gustando specialità in
antiche cantine e tavernette nei vicoli tra le mura.
Il castello:
Il castello di Fumone è stato la principale fortezza militare dello Stato Pontificio del Basso Lazio;
fu usato per oltre 500 anni (XI-XVI secolo) come punto di avvistamento.
Le fumate che venivano prodotte dall’alta torre comunicavano in tutta
la Campagna e Marittima che dei nemici si erano immessi sulla via Casilina ed avvertivano la popolazione di trovare un rifugio. Da ciò nacque l'adagio popolare: Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema!.
Il castello
conserva nel Museo interessanti reperti archeologici e comprende anche
un giardino pensile, realizzato dalla famiglia Longhi nel Seicento. Il
giardino sospeso, ricavato dall'unificazione dei camminamenti di ronda,
dei fossati e dei quattro torrioni interni, è uno dei rari esempi nel
suo genere in Europa, ed è tipico dell’arte del giardino classico
all’italiana. Per la sua estensione (3500 m2), è ritenuto il
più grande d’Europa tra quelli che si trovano ad un’altitudine uguale o
superiore agli 800 metri sul livello del mare[2].
Nel castello sono stati preservati due luoghi, nel piano nobile, riconducibili a papa Celestino V.
Uno è la Cappella costruita nel XVIII secolo in sua memoria. Attigua
alla cappella è la cella dove venne rinchiuso e dove l'ex papa
trascorse gli ultimi 10 mesi di vita, praticamente murato vivo. Nel 1966 papa Paolo VI ha visitato questi luoghi.
Il caratteristico borgo medievale che circonda il castello ha conservato quasi immutato il suo aspetto originale.
Di esso vanno segnalate:
- la Chiesa Collegiata di Santa Maria Annunziata (del 1147), che conserva le reliquie del patrono san Sebastiano;
- la Chiesa della Madonna delle Grazie.
Feste:
Ogni anno si svolge a Fumone la rievocazione storica dell’assedio di Enrico VI alla rocca di Fumone intitolata “1186 Castri Fumonis Ludi” . Una manifestazione che vede la ricostruzione dell'assedio con sfilate giochi, installazioni e molto altro.
Cosa fare nei dintorni:
IL LAGO
Il
territorio del lago ricade per circa il cinquanta per cento anche
nei Comuni di Ferentino e Trivigliano. Il lago ha una
lunghezza di circa 1700 metri, una larghezza di circa 900 metri ed
una profondità massima di 20 metri. Formatosi naturalmente in una
depressione carsica è circondato da modesti rilievi montuosi e le
sue sponde sono caratterizzate da lievi pendii erbosi. In esso
confluiscono le acque del Fosso del diluvio e quelle del fiume Cosa
provenienti dal Comune di Guarcino. Una rete di fiumi sotterranei lo
collega attraverso inghiottitoi ad altri laghi . Il bacino è
utilizzato dall’ENEL per la produzione di energia elettrica. La
pesca al lago di Canterno ha rappresentato una importante fonte di
sussistenza per i fumonesi che hanno praticato con reti e nasse fino
a circa trenta anni fa. Per chi intende sedersi a tavola, il
ristorante “ Il Pescatore” sarà lieto di accontentare ogni gusto. E’
un locale accogliente, spazioso e pieno di luce con una meravigliosa
vista sul lago.
SENTIERI
Hanno rappresentato le uniche vie di comunicazione per la comunità
fumonese ed hanno permesso l’armonioso perpetrarsi della vita
sociale ed economica. Le chiese, la mola, i frantoi, il lago
sono i nodi di questa “rete” che ha accompagnato le occasioni
sociali quali lr feste religiose, la molatura delle semenze e delle
olive, le lavandaie ed i pescatori del lago. Detti sentieri danno
l’opportunità di ripercorrere i momenti salienti della vita rurale,
cadenzata dall’avvicendarsi delle stagioni, provata dalle difficoltà
degli spostamenti e dall’approvvigionamento dell’acqua. Percorrendo
questi sentieri si incontrano antichissime testimonianze storiche
come : la Chiesa S.Maria degli Angeli risalente al 1743 o
l’antichissima cappelletta votiva con icona bizanteggiante posta
alla biforcazione della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale
Canterno, recentemente oggetto di restauro con il rifacimento ex
novo dell’immagine irrimediabilmente perduta.
PASSEGGIATA LUNGO LE MURA
L’attuale
circonvallazione ricalca il percorso che in epoca medioevale cingeva
il Castrum. E’ una piacevole passeggiata che da modo di apprezzare i
pendii scoscesi di Monte Fumone, ed un immenso panorama
sulle vallate , sui paesi circostanti e lungo le catene dei Monti
Ernici e Lepini.
IL SENTIERO DELLE CHIESE
Il percorso ha inizio da Porta Romana, da cui
attraverso via del Paradiso si scende per via della Croce fino alla
Chiesa della Madonna delle Grazie passando per la Chiesa
S.Maria degli Angeli , che all’interno custodisce l’affresco
risalente al XIV° secolo raffigurante la Beata Vergine col Bambino
Gesù in braccio e due Angeli che sorreggono la corona. Nei pressi di
questa chiesina si imbocca uno stradello che offre splendide vedute
panoramiche sulla valle del Sacco e sulla campagna fumonese del
Felceto e di Pozzomiccio. A monte del sentiero per alcuni tratti si
notano enormi massi di origine incerta impilati l’uni sugli
altri. E’ un sentiero molto assolato ed ai suoi lati nei mesi di
agosto e settembre è possibile cogliere le more. Giunti sulla strada
provinciale per Alatri sul lato opposto inizia un breve stradello
che conduce alla Chiesa della Madonna delle Grazie.
IL SENTIERO DELLA PINETA
Partendo dal Ristorante la Vecchia Mola e percorrendo per un centinaio di metri la strada
Comunale in direzione Fraschette, si incontra sulla sinistra un
viottolo che si arrampica dolcemente sulle pendici di Monte Fumone e
si addentra nella pineta. E’ qui che si possono ascoltare i canti
degli uccelli tipici di questa zona ed osservare scoiattoli ed altri
piccoli mammiferi nel loro ambiente. Il sentiero termina
all’ingresso del Cimitero cittadino , e da qui percorrendo il viale
che lo congiunge alla provinciale si raggiunge il Centro
Storico che è ormai a pochi minuti di cammino, più in alto.
IL SENTIERO DELLE LAVANDAIE
Per secoli è stato il percorso delle donne di Fumone che si recavano al lago di Canterno
settimanalmente per “lavare i panni “. Oggi dà l’opportunità
di ammirare uno splendido panorama sulle campagne di Vallefredda nel
tratto iniziale e di effettuare una rilassante passeggiata tra i
boschi nel tratto finale prima di giungere al lago.
IL SENTIERO DI FOSSA ZOFFRENA
Il percorso
inizialmente è costeggiato da costruzioni, alla biforcazione
della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale Canterno, si
incontra l’antichissima cappellina votiva con icona
bizanteggiante recentemente oggetto di restauro con il rifacimento
ex novo dell’immagine irrimediabilmente perduta, quindi
si giunge nei pressi di una dolina carsica, del diametro di un
centinaio di metri e, attraversando un tratto ombreggiato da querce
in località Selva e da qui al lago di Canterno.
Testi tratti da: comunedifumone.it - Wikipedia - Flickr
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