
Nepi è un comune di 9.125 abitanti in provincia di Viterbo, distante circa 40 km dal capoluogo.
Il castello Borgia, circondato da possenti mura, è attraversato dall'antica via Amerina che dalla valle di Baccano raggiungeva l'attuale Amelia. Il castello, ricostruito dai Borgia nel XV secolo sui resti di un maniero feudale, si presenta con quattro torrioni angolari di differente grandezza e due torri, di cui una cilindrica attrezzata per la visita. Nell’interno, in restauro, si aprono una vasta sala rettangolare e due sale più piccole.
La cattedrale dell'Assunta venne costruita nel XII secolo su un tempio pagano, successivamente modificata intorno alla metà del Settecento e nuovamente riedificata nel 1831 a seguito dell'incendio da parte delle truppe francesi. All'antica struttura appartiene la cripta che incorpora la primitiva ara pagana a nove navatelle, divise da ventisette colonnine con ricca varietà di capitelli. Il vasto interno della chiesa, a cinque navate, custodisce il sarcofago di San Romano, di scuola berniniana, e un trittico a sportelli attribuito alla scuola di Giulio Romano. Nella sagrestia è custodita una tavola della fine del Quattrocento con San Romano e San Tolomeo.
Nepi è particolarmente famosa per la sua acqua e per il motto della stessa: "Nepe civitas, nobilis atque potens, in cuius fertilissimis agris balnea scaturiunt salutifera" ("La città di Nepi, nobile e potente, nei cui campi fertilissimi sgorgano acque salutifere"). L'acqua sgorga leggermente frizzante direttamente dalla sorgente, e la stessa sorgente è rinomata per le sue acque sulfuree.
La natura:
Il Territorio della Città di Nepi
si estende per circa 8.500 ettari, e la maggior parte di questi sono
di natura pianeggiante, utilizzati per l'agricoltura o per i pascoli.
La parte di territorio invece, che é totalmente diversa e di sicuro
interesse ambientale é quella comprendente "Le Forre" che delimitano
in parte anche i confini difensivi naturali del centro storico del
paese.La loro particolare conformazione
é stata creata nei secoli dall'erosione fluviale. Le "Forre" e i suoi
rispettivi fiumi rappresentano un ambiente a se stante e mettono in
evidenza l'aspetto più tipico e selvaggio del cosiddetto paesaggio
Etrusco.
Il fondo di queste vallate ancora
oggi è occupato da una folta vegetazione, che riesce nonostante
tutto a mantenere intatto il suo habitat naturale. Queste gole alte
centinaia di metri destano tuttora timore e stupore, creando
suggestioni e animando fantasie tra gli antichi abitatori di queste
terre. Le Forre hanno avuto un'importanza fondamentale per tutta
l'Etruria Meridionale e ne hanno
condizionato la cultura. Le loro
ramificazioni e interconnessioni costituiscono una specie di rete
viaria urbana, un mondo sotterraneo che differisce nettamente dalla
superficie esposta.
Visitandole si ha la sensazione
di trovarsi "al di dentro", "alle origini", senza dubbio ci
riconducono alle forze generatrici della natura. Altra componente
ambientale che ne fa di questi luoghi un affascinante disegno
surreale é il continuo salto dei suoi fiumi che creano pittoresche
cascate. Storicamente la funzione primaria delle forre fu quella di
matrice di luoghi e di villaggi con la crescita della città, questa
beneficiò di un sito ben protetto in uno spazio identificato e delimitato dalle ramificazioni dei due fossi (Rio
Pozzolo e Rio del Ponte). E' la cosiddetta "posizione etrusca",
inaccessibile sui due lati più lunghi e facilmente rinserrabile entro
brevi mura sul lato più corto. Il Paesaggio delle Forre é unico nel
suo genere ed é riscontrabile solo nella nostra zona (Etruria
Meridionale).
Feste:
Il corteo medioevale, il palio, la giostra dei cavalli etc..
La consegna delle chiavi della città rappresenta tradizionalmente per
Nepi la fine
del Medioevo ed il passaggio verso l’Era Moderna. Nepi ricorda l’avvenimento con una festa popolare,una vera e propria
rappresentazione che coinvolge l’intero paese: Lucrezia Borgia con il
Duca di Risceglie,i Priori,le Dame,i Cavalieri,gli Arcieri , i popolani
,gli sbandieratori e i tamburini riempieno le vie del paese.
Porta Romana,Porta Nica,la Cattedrale,il Castello dei Borgia e tutte le
vie del centro storico assistono attoniti allo sfilare di un magico
corteo di splendide figure in abiti d’epoca finemente riprodotti.
Il corteo,lentamente e silenziosamente,si muove lungo le vie del paese
alla luce di torce e fiaccole e tra i chiaroscuri della sera sembra
provenire da un mondo lontano richiamato dal suono squillante delle
chiarine,mentre il rullo cadenzato dei tamburi riecheggia suoni ed
atmosfere ormai lontane.
Il palio degli arceri:
Non meno intensa ed emozionante la sfida tra le quattro squadre di arcieri sempre abbinate alle contrade.
Essa rievoca negli spettatori il fascino anti
co di una delle prime armi usate dall’uomo.

Gli arcieri,tutti in costume d’epoca e con archi storici,si confrontano
in fasi successive per la vittoria della propria contrada tirando su
sagome di antichi guerrieri.
Al termine della gara i punti ottenuti da ciascuna contrada verranno
sommati con quelli della giostra dei cavalli e la contrada che
risulterà con il punteggio piu alto si aggiudicherà il Palio
consistente in un telo magistralmente dipinto da artisti locali.
E tantissime altre feste, sagre, visite, escursioni... I programmi completi potrere trovarli presso la Proloco di Nepi (VT) oil sito web del comune di Nepi (VT).
Contenuti estrapolati dalle pagine web: Wikipedia.org - Proloco di Nepi - Flickr
Come arrivare: Segui le mappe di Google!




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