Abitate a Roma, il fi
ne settimana è arrivato, magari è anche primavera, ma voi non avete nessuna voglia di infilarvi sul GRA per raggiungere paesini e mercatini vari del Lazio? Bando a musei e mostre varie (che ovviamente nella Capitale non mancano!), oggi vi proponiamo un itinerario assolutamente non convenzionale.
Stiamo parlando del quartiere Garbatella e delle sue fantastiche ex-case popolari, fra cui curiosare e rosicare nel vero senso della parola (chi vive a Roma lo sa benissimo: fra il caro affitti, il caro-vita e il car-o tutto, i prezzi della locazione nella Capitale sono perlopiù improponibili).
Il quartiere Garbatella infatti, con le sue case di mattoni rossi e le sue stradine che ricordano quelle di un paesino, può offrire passeggiate semplici ma splendide e suggestive, tra stupefacenti case arrivate oggi a quotazioni da centro storico, ma concepite in origine come alloggi popolari.
Il quartiere Garbatella si formò infatti nel periodo compreso fra gli anni Venti e Trenta, su iniziativa dell’Istituto Case Popolari, raggruppando gente sfollata, sfrattata e sbaraccata (nonché tantissimi operai che lavoravano nella zona, che all’epoca era industriale) in abitazioni pensate sul modello della città-giardino, ovvero alloggi con giardini e magnifiche piante e appezzamenti di terra coltivabile, il tutto arricchito da cortili e gli spazi collettivi di uso comune (per stendere i panni, far giocare i bambini ecc…)
Tutto molto diverso dall’orrenda edilizia popolare del post-boom economico, fatta di enormi casermoni grigiognoli, sperduti in zone pressoché disabitate! Ad oggi, il quartiere Garbatella è ancora un’oasi felice nel caos cittadino, uno spazio di tranquillità ed esempio vivente della tanto agognata "vita a misura d’uomo". Insomma, l’ideale per una passeggiata domenicale tranquilla, nonché per rosicare debitamente, pensando che magari il proprio quartiere non è così bello!
Una curiosità: il nome Garbatella fu scelto da popolo in memoria del passato campestre della zona, e per richiamare alla memoria il garbo femminile; fu così che questo nome prevalse sugli altri proposti, che erano Borgata Remuria i Borgata Concordia.
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