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Come visitare Roma in 3 giorni! Secondo giorno

Le guide per visitare Roma
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Come visitare Roma in 3 giorni! Secondo giorno
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Visitare Roma in 3 giorni, continua la guida.

In questo articolo vi spieghiamo come visitare Roma, la città eterna in soli 3 giorni!

 

Come visitare Roma in 3 giorni se avete solo un week-end, un ponte lungo o siete di Roma e volete fare da guida. I vostri amici che sono venuti a visitarvi.. ve ne saranno grati! Scritto da un romano DOC. Con un itinerario ben definito, consigli, dritte e mappe.

La guida consiste di una mappa e una breve descrizione di ogni luogo.

Da Piazza del Popolo fino alle Terme di Caracalla passando per Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, una cripta fatta di ossa umane, dove mangiare alla romana ( coda alla vaccianara etc.. )..

Abbiamo da poco aderito ad un progetto di vendita di biglietti online (ticketbar, un progetto esterno a noi) per saltare la coda. Fateci sapere nei commenti com’ è stata l’esperienza!

 

Secondo giorno

Primo giorno | Secondo giorno | Terzo giorno

Come visitare Roma in soli 3 giorni!:

Oggi sarà una giornata piena, pienissima di cose emozionanti. Vedremo il Colosseo, il centro del mondo, poi passeremo ai Fori Romani, davvero incredibili. Concluderemo poi la giornata alla famosa Bocca della Verità dove ci verrà tagliata la mano se diremo una bugia!

A) Prima di ogni altra cosa munitevi di Biglietti giornalieri dei mezzi urbani. Scordatevi la macchina sarebbe un suicidio, al massimo affittate uno scooter.

B) Sveglia alle 8:30 e fate una sana colazione ( cornetto e cappuccino sono d’obbligo! ) e fatevi i panini per la giornata! A Roma, specie se turistica, tutto costa tantissimo, una bottiglietta d’acqua arrivate a pagarla 2 euro. (l’altro giorno ho visto in un banchetto della frutta, su via dei Fori Imperiali, le prugne a 13.00 Euro al Kilo.. dico 13.00euro!!!! P.s. Al supermercato stavano a 3.50Euro al Kg.)

C) Inizio del giro alle 10:00.

D) Studiatevi bene questa mappa e prendete appunti. ( stampatevi queste pagine ve lo consiglio 😉 )

E) Stampa la cartina
in bianco e pronta per disegnare il vostro percorso.

F) Stampa la guida 
tutti e tre i giorni.

G) Prenota i biglietti del Colosseo, Fori Romani, Vaticano 
e altri monumento. Risparmi tempo 😉


Primo giorno | Secondo giorno | Terzo giorno


 

Secondo giorno

1 -Piazza del Popolo

Iniziamo a visitare Roma in questo secondo giorno da Piazza del popolo. L’origine del nome della piazza è incerta: c’è un’etimologia che deriva “popolo” dal latino populus (pioppo), sulla base della tradizione che vuole ci fosse, nella zona, un boschetto di pioppi pertinente alla tomba di Nerone, che era lì presso.

È notizia storica, comunque, che papa Pasquale II fece costruire a ridosso delle mura una cappella, a spese del popolo romano (quella su cui poi sarebbe sorta la chiesa attuale di Santa Maria del Popolo): del popolo era la Madonna, del Popolo diventò la piazza.

 

2 – Piazza Venezia e Vittoriano

come-visitare-roma-in-3-giorni-piazza-veneziaL’aspetto attuale della piazza deriva largamente dagli interventi di demolizione e ricostruzione realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Va ricordato in particolare il Vittoriano, costruito appunto a cavallo dei due secoli, colossale monumento a Vittorio Emanuele II (spesso erroneamente identificato con l’Altare della Patria, che in realtà ne è solo una parte), scherzosamente soprannominato Macchina per scrivere.

Per realizzare l’enorme complesso si dovettero abbattere antiche costruzioni, tra cui il monastero dell’Aracoeli; negli anni trenta venne spostato il palazzetto Venezia che, saldato all’angolo sudorientale di palazzo Venezia si frapponeva tra il monumento e la piazza, e uno dei più bei palazzi di Roma, la lussuosa residenza dei Torlonia.

Il Vittoriano conserva i resti del Milite Ignoto, a ricordo dei soldati caduti senza degna sepoltura, vegliati incessantemente da due militari e da una fiamma sempre accesa. Il complesso del Vittoriano ospita periodicamente importanti mostre, oltre al Sacrario delle bandiere. Sicuramente uno di quei monumenti da non perdere se si vuole visitare Roma in tre giorni.

 

2 – Campidoglio

Il Campidoglio detto anche Monte Capitolino (Mons Capitolinus) è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma.

 

3 – Foro Romano

come-visitare-roma-in-3-giorni-foro-romanoQuando abbiamo scritto questa giuda di come visitare Roma in 3 giorni e abbiamo pensato a cosa vedere a Roma in tre giorni questo è stato sicuramente il primo luogo che ci è venuto in mente per la sua imponenza e bellezza.

Il Foro Romano (Forum Romanum, sebbene i Romani si riferissero ad esso più spesso come Forum Magnum o semplicemente Forum) era situato nella valle compresa tra il Palatino ed il Campidoglio e costituì il centro commerciale, religioso e politico della città di Roma.

La valle del Foro

La valle del Foro, paludosa e inospitale, venne utilizzata tra X e VII secolo a.C. come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. Secondo lo storico Tacito la piana del Foro come pure il vicino colle del Campidoglio furono aggiunti alla Roma quadrata (Palatino) di Romolo da Tito Tazio.[1] Solamente verso il 600 a.C., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco, venne drenata con la costruzione della Cloaca Massima e ricevette una pavimentazione in tufo; la piazza di forma rettangolare nacque come luogo di mercato oltre che per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria, in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade, la più importante delle quali era la Via Sacra, che correva dalle pendici del Campidoglio fino all’Arco di Tito.

Periodo imperiale:

La sistemazione definitiva dei Fori, avviata da Cesare, venne completata sotto Augusto: la piazza assunse una maggiore regolarità con la costruzione delle due grandi basiliche (Emilia e Giulia) sui lati lunghi, i nuovi Rostra sul lato della piazza in direzione del Campidoglio e il nuovo tempio del Divo Giulio, dedicato nel 29 a.C. da Augusto dopo la morte e la divinizzazione di Cesare.

Divo Giulio

Il lato breve a sud-ovest si trovò ad essere sistemato col tempio dei Divo Giulio incorniciato dall’Arco partico di Augusto e dal portichetto dell’Arco di Gaio e Lucio Cesari, escludendo alla vista i venerandi monumenti della Regia e del tempio di Vesta. Questa scelta va inquadrata nel periodo “cesariano” della politica di Augusto, prima della più prudente fase della restaurazione conservatrice.

A questa nuova fase edilizia imperiale sono da ricondurre anche le ricostruzioni dei templi della Concordia, rifatto da Tiberio nel 10 a.C. quasi a voler cancellare i segni della passata stagione delle guerre civili, e dei Castori (7 a.C.), di dimensioni grandiose e da mettere in relazioni coi fratelli Tiberio e Druso in parallelo coi mitici fratelli Dioscuri[2].

Al 2 d.C. risale l’iscrizione dedicatoria per Lucio Cesare, figlio ed erede designato di Augusto, posta ad una estremità della Basilica Emilia: i portici antistanti la basilica stessa erano infatti stati dedicati a Lucio e al fratello Gaio Cesare.

Alla fine la piazza ricostruita traboccava di edifici legati, nel nome o nella simbologia o nel sovvenzionamento dei restauri, alla Gens Iulia.

Tempio di Vespasiano

Di epoca flavia è la costruzione del Tempio di Vespasiano, vicino a quello della Concordia. Al di fuori dell’area del Foro propriamente detta fu contemporaneamente edificato l’arco di Tito, sulla Via Sacra verso la Velia, probabilmente voluto da Domiziano, Nella stessa area, davanti alla successiva basilica di Massenzio sono gli Horrea Vespasiani, i magazzini voluti dall’imperatore Vespasiano, di cui rimangono solo alcuni resti.

Del II secolo sono le costruzioni del Tempio di Antonino e Faustina, poi inglobato dalla chiesa di San Lorenzo in Miranda. Il Tempio di Venere e Roma, costruito da Adriano, si affaccia verso la valle del Colosseo.

Agli inizi del III secolo fu eretto sul percorso della via Sacra l’arco di Settimio Severo. Agli inizi del III secolo fu eretto sul percorso della via Sacra l’arco di Settimio Severo.

Diocleziano

Sotto Diocleziano ai numerosi monumenti che allora dovevano ingombrare l’area della piazza, si aggiunsero cinque colonne su alti basamenti in muratura, che dovevano celebrare la Tetrarchia. Nel IV secolo fu costruita la basilica di Massenzio, terminata da Costantino I.

Massenzio

Sotto Massenzio venne riadattato un ingresso rotondo per il Tempio della Pace, che doveva già essere in via di abbandono, per farne il tempio del Divo Romolo, dedicato al figlio, Valerio Romolo, morto prematuramente. A seguito della sconfitta dell’usurpatore Magnenzio (352), il praefectus urbi Nerazio Cereale dedicò una statua all’imperatore Costanzo II, la cui base è ancor oggi visibile a fianco dell’arco di Settimio Severo, in direzione della Curia.

Di epoca flavia, ma restaurato nel 367, è il portico degli Dei Consenti, a ridosso del Campidoglio, interessante testimonianza dell’ultimo paganesimo insieme all’ultima ricostruzione del tempio di Saturno.

I Vandali

Nel V secolo la facciata dei Rostra fu prolungata verso nord-est: la parte nuova venne costruita in mattoni assai rozzamente, ed anche questa ornata di rostra, per fissare i quali furono praticati dei buchi ancora osservabili. Una epigrafe,[3] su di una sola riga, riporta la costruzione da parte del praefectus urbi, Giunio Valentino, sotto gli imperatori Leone I ed Antemio (circa 470), in occasione di una vittoria navale contro i Vandali, da cui la struttura prende il nome di Rostri vandalici.[4]

Al 608 risale l’ultimo monumento eretto nei Fori: si tratta della Colonna di Foca, posta per ordine del Senato romano allo scopo di onorare l’imperatore Foca.

Forse il monumento piú famoso citado in questa guida di come visitare Roma in 3 giorni. imperdibile.Occhio potreste dover fare un bel po di fila

4 – Colosseo

come-visitare-roma-in-3-giorni-colosseoIl Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è il più famoso anfiteatro romano, ed è situato nel centro della città di Roma.

Se volete visitare Roma non potete tornare a casa dicendo non ci sono entrato! È In grado di contenere fino a 50.000 spettatori, è il più grande e importante anfiteatro romano. È anche il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi.[1]

Dove

L’anfiteatro fu edificato su un’area al limite orientale del Foro Romano. La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e fu inaugurato da Tito nell’80 d.C., con ulteriori modifiche apportate durante il regno di Domiziano. Non più in uso dopo il VI secolo, l’enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale.

Il nome

Il nome “Colosseo”, che deriva dalla vicina statua del Colosso del Dio Sole (adattamento del Colosso di Nerone), si diffuse solo nel medioevo. Ben presto l’edificio divenne simbolo della città imperiale, espressione di un’ideologia in cui la volontà celebrativa giunge a definire modelli per lo svago del popolo. Oggi è un simbolo della città e una delle sue maggiori attrazioni turistiche.

Uso

Era usato per gli spettacoli gladiatori e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima Età imperiale. Basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale.

La forma

L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m.

Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell’ambito di un controverso concorso.

 

5 – Circo Massimo

Il Circo Massimo è un antico circo romano, dedicato alle corse di cavalli, costruito a Roma. Sinceramente l’abbiamo messo nella guida di come visitare Roma in 3 giorni perché è di dovere. A mio modesto avviso ora come ora non è uno spettacolo da vere, è solo un pratone 🙂

Situato nella valle tra il Palatino e l’Aventino, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus.

Di certo l’ampio spazio pianeggiante e la sua prossimità all’approdo del Tevere dove dall’antichità più remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero sì che il luogo costituisse fin dalla fondazione della città lo spazio elettivo in cui condurre attività di mercato e di scambi con altre popolazioni, e – di conseguenza – anche le connesse attività rituali (si pensi all’Ara massima di Ercole) e di socializzazione, come giochi e gare.

 

Non poteva mancare in come visitare Roma, un monumento leggendario come questo.

6 – Bocca della verità

come-visitare-roma-in-3-giorni-bocca-della-verita

La Bocca della Verità è un antico mascherone in marmo pavonazzetto, murato nella parete del pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin di Roma dal 1632.

Questo è uno di quei monumenti che se volete visitare Roma non potete perdere.

Tutti a Roma conoscono la storia di questo monumento, raccontata dai genitori ed usata per impressionare le ragazze!

La scultura

La scultura, databile attorno al I secolo, ha un diametro di 1,75 m e un peso calcolato di circa 1300 Kg. Rappresenta un volto maschile barbato nel quale occhi, naso e bocca sono forati e cavi. Il volto è stato interpretato nel tempo come raffigurazione di vari soggetti: Giove Ammone, il dio Oceano, un oracolo o un fauno.

Anche le sue funzioni sono incerte: fontana o tombino di impluvium o addirittura di cloaca (ipotesi quest’ultima legata probabilmente alla vicinanza del sito alla Cloaca Massima, in questo ultimo caso rappresenterebbe il più antico chiusino noto in Italia).

La realtà e la leggenda

Quel che è certo, invece, è che il mascherone gode di fama antica e leggendaria: si presume sia questo l’oggetto menzionato nell’XI secolo nei primi Mirabilia Urbis Romae[1] (una guida medievale per pellegrini), dove alla Bocca viene attribuito il potere di pronunciare oracoli. In essa si dice Ad sanctam Mariam in Fontana, templum Fauni; quod simulacrum locutum est Iuliano et decepit eum (“Presso la chiesa di santa Maria in Fontana si trova il tempio di Fauno. Questo simulacro parlò a Giuliano e lo ingannò”).

Il diavolo

Un testo tedesco del XII secolo racconta un mito avverso all’imperatore restauratore del paganesimo: descrive dettagliatamente come, da dietro quella bocca, il diavolo – qualificatosi come Mercurio (non a caso protettore dei commerci e anche degli imbrogli) – trattenesse lungamente la mano di Giuliano (che aveva truffato una donna e su quell’idolo doveva giurare la propria buona fede), promettendogli infine riscatto dalla figuraccia e grandi fortune se avesse rimesso in auge le divinità pagane.

Nel medioevo

In questa epoca si fa strada la leggenda che fu Virgilio mago a costruire la Bocca della Verità. Ad uso dei mariti e delle mogli che avessero dubitato della fedeltà del coniuge.

Nel XV secolo viaggiatori italiani e tedeschi ricordano non del tutto increduli questa pietra “che si chiama lapida della verità, che anticamente aveva virtù di mostrare quando una donna avessi fatto fallo a suo marito”.[2]

In un’altra leggenda tedesca del XV secolo ritroviamo l’immagine che “non osa” mordere la mano di una imperatrice romana. Ella benché avesse tradito il suo imperiale consorte la inganna con un artificio logico.

Un’ altra storia

Una storia simile che circolava nei racconti popolari, parlava di una donna infedele. Tale donna condotta dal marito giustamente sospettoso alla Bocca della Verità, riuscì a salvare la sua mano con una astuzia:

Chiese all’amante di presentarsi anche lui nel giorno in cui sarebbe stata sottoposta alla prova e che, fingendosi pazzo, la abbracciasse davanti a tutti. L’amante eseguì perfettamente quanto da lei richiesto. Così la donna, poté giurare di essere stata abbracciata in vita sua solo da suo marito e da quell’uomo; che tutti avevano visto.

Avendo detto la verità, la donna riuscì a ritirare indenne la sua mano dalla tremenda Bocca, benché fosse colpevole di adulterio.

Il nome “Bocca della verità” compare nel 1485 e la scultura rimase da allora costantemente menzionata tra le curiosità romane, venendo frequentemente riprodotta in disegni e stampe. Da questi ricaviamo che era in origine collocata all’esterno del portico della chiesa; fu spostata nel portico con i restauri voluti da papa Urbano VIII Barberini nel 1631.


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