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Miniguida “I Ponti di Roma”: gli itinerari da non perdere

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Miniguida “I Ponti di Roma”: gli itinerari da non perdere
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    pONTE_cESTio_by_Scipione_Semeraro Stufi dei soliti itinerari capitolini? Delle solite guide turistiche stile “Pantheon, Colosseo e San Pietro”? Che siate Romani doc da 7 generazioni o turisti di passaggio dalla Città Eterna, avrete senz’altro voglia di sperimentare nuovi itinerari per continuare a scoprire i mille segreti, le storie e le innumerevoli prospettive di quella che resterà sempre (in barba a Parigi e alle sue mille linee di metropolitana!)  la città più bella del mondo.

 

Dopo lo straordinario successo delle miniguide Come visitare Roma in 3 giorni e Le più belle strade e piazze di Roma, la redazione di Trovamercatini vi propone un’esclusiva miniguida in diverse  parti, interamente dedicata a “I Ponti di Roma”.

Dal Ponte Fabricio del 62 a. C. al modernissimo Ponte di Ferro: ecco a voi i ponti capitolini che collegano le rive del Tevere e dell’Aniene, divisi per percorsi tematici, dall’itinerario antichissimo a quello moderno, e, per i veri appassionati del settore, anche quello “coatto!”.

 

L’itinerario antichissimo : i Ponti dell’ “a.C”

La dicitura “a.C” sta, ovviamente, per “avanti Cristo”, giacché il primo percorso proposto è quello dei ponti edificati in epoche antichissime, prima della nascita di Cristo. A proposito di antichità, eviteremo di citare i ponti ormai scomparsi, come l’Antico Ponte Sublicio, del VI secolo a. C.

Partenza: Isola Tiberina

1° Tappa: Ponte Rotto e Ponte Palatino

L’itinerario parte dal più antico ponte capitolino, il Ponte Emilio (edificato nientemeno che nientemeno nel III secolo a.C,

ponterotto_by_Fabio_Spinozzi

poi ricostruito nel 179 a.C ePonte_palatino_by_Carmen_Alonso_Suarez terminato nel 142 a.C, per poi essere miseramente spazzato via da una piena del fiume)  oggi noto come Ponte Rotto, in quanto ne rimane soltanto un rudere molto suggestivo, che funge da giardino botanico. Ovviamente il Ponte Rotto non è percorribile, ma si può osservare dall’Isola Tiberina. È invece percorribile il Ponte Palatino, costruito a fine Ottocento nell’immediata prossimità dello sfortunato Ponte Rotto.

 

2° Tappa: Ponte Fabricio, o Ponte dei Quattro Capi

Ponte_Fabricio_by_LansbricaeRisalente al 62 a. C, collega l’Isola Tiberina alla riva sinistra del fiume, ed è perfettamente percorribile (per recarsi, ad esempio, allo storico ristorante della Sora Lella). È l’unico ponte antico che sopravvive sommariamente intatto dopo oltre due millenni, senza la ristrutturazione seicentesca che subì il Ponte Cestio (costituto nello stesso anno)

 

 

 

 

 

3° Tappa: Ponte Cestio o Ponte di San BartolomeopONTE_cESTio_by_Scipione_Semeraro

Lupus in fabula…ecco il Ponte Cestio, che collega l’Isola Tiberina alla riva destra del Tevere. Come già ricordato, questo ponte affonda le sue origini nel 62 a.C, ma fu ristrutturato nel 1679 da Papa Innocenzo XI. Verso il Quattrocento, al ponte fu dato il nome di San Bartolomeo, in onore della chiesa presente sull’isola dal 997 d.C. Curiosità: anticamente, di fronte alla chiesa, vigeva la “colonna infame”, riportante i nomi dei “banditi” che avevano osato disertare la messa pasquale!

 

4° Tappa: Ponte Sisto

Ponte_Sisto_by_Jay_BergesenDopo aver perlustrato i tre ponti (e mezzo!) dell’Isola Tiberina, dirigetevi a nord dell’Isola, verso Ponte Sisto. Dovrete superare il Ponte Garibaldi (che ovviamente non fa parte dell’itinerario antichissimo), passando indifferente dal Lungotevere Raffaello Sanzio o dal Lungotevere dei Vallati. Troverete, quindi, l’antico Ponte di Agrippa, oggi conosciuto come Ponte Sisto, edificato per la prima volta nel 12 a.C. (poi distrutto e ricostruito diversi secoli dopo) collega la trasteverina Piazza Trilussa con il Rione Regola. Dopo lunghi periodi di abbrutimento e sovrastrutture di ferro, è stato riportato al suo assetto originario in occasione del gettonatissimo Giubileo del 2000.

 

 

Ultima Tappa: Ponte Milvio

Ponte_Milvio_by_Stefano_noantri

Per completare l’itinerario antichissimo, dovrete necessariamente spostarvi in autobus o mezzi propri, poiché la nostra ultima tappa è Ponte  Milvio. Benché si trovi nella zona di Corso Francia, quasi cinque chilometri a nord di Ponte Sisto e dell’Isola Tiberina, questo imponente ponte affonda le sue origini nientemeno che al 207 a.C. Al di là della brutalizzazione degli ultimi anni a base di improponibili lucchetti appesi ai piloni da orde di pariolini inetti, il Ponte Milvio mantiene sempre il suo fascino millenario. Curiosità: durante una notte del 1895, i rivoltosi liberali affissero su Ponte Milvio un cartello con su “scritto “Confine dello Stato Pontificio”.

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